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AMARCORD: INDIANA JONES AND FATE OF ATLANTIS

Autore: Mauro Corbetta @ Giovedì, 04 Aprile, 2013
Categorie: Amarcord Videoludico



Amici, il piccolo amarcord di Approdo proposto oggi, ha un sapore amaro. Il videogioco scelto è dettato da una notizia, girata nel web in questi giorni, che per noi retrogamers è quanto mai tristissima: la Disney chiude definitivamente gli studio LucasArts.

E il nostro cuore piange, lacrime di sangue. Non ci sono parole per dire quanto le avventure della LucasArts, hanno lasciato un segno indelebile nella vita di noi retro-giocatori.

Per me, che sono cresciuto a pane e videogiochi, LucasArts ha creato i titoli che ho più amato, hanno plasmato la mia passione per i vg.

Ora LucasArts non esiste più, anche se negli ultimi anni era scaduta un poco, ci piace ricordarla ai tempi d'oro. Per renderle omaggio, dopo questa lunga, ma doverosa premessa, l'avventura grafica scelta - quella che per me è la più bella - è Indiana Jones and the fate of Atlantis.

Per il sottoscritto, con un debole per i fedora, e i milioni di fan di Indiana Jones, quando uscì, nel 1992, fu un sogno che diventava realtà.

Non si trattava di una trasposizione o un tie-in di uno dei tre film, come avvenuto con l'avventura precedente, ma una storia originale, tanto bella, con personaggi forti e carismatici, che idealmente prosegue le avventure del famoso archeologo.

E non si sa, se sia vero o no, la leggenda narra che il videogioco si ispiri alla sceneggiatura del fantomatico quarto film, che per anni abbiano atteso, ma che Harrison Ford a sempre ostacolato.
Anche se il film è poi uscito, moltissimi anni dopo, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, con una storia completamente diversa (e sarebbe un degno seguito se non fosse per l'orrendo finale, ma ne parleremo in un altro post), a noi piace pensare che sia vero.

Atlantis è una vera gioia per gli occhi, splendidi fondali molto ispirati, personaggi disegnati e animati divinamente. Fu proprio questo titolo a farmi decidere di abbandonare i computer della Commodore, e farmi passare al mondo pc. La scelta fu dettata dalla parolina magica, Super Vga, la versione pc era non solo più colorata, era anche splendidamente più definita. E su Atlantis faceva davvero la differenza.

E con un sorriso sulle labbra, ci piace ricordare gli esilaranti dialoghi, pungenti e pieni di ironia, e gli enigmi, mai banali, difficili si, ma mai impossibili. E anche il livello di difficoltà, ben calibrato, nonostante sia una delle avventure più difficili della LucaArts, dato che era possibile anche morire, rendeva l'esperienza più gratificante.

Non credo che ci sia da dire altro, l'interfaccia perfetta, con il collaudato scumm si poteva fare ogni azione agevolmente, le bellissime musiche ispirate, un grande classico immortale.

Addio LucasArts, ma se e vero che una persona non muore finché il suo ricordo vive nel cuore di chi gli ha voluto bene, allo stesso modo con il ricordo delle tue bellissime avventure, noi retrogamers non ti dimenticheremo mai.

Mauro Corbetta


 

 


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