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AMARCORD - OLTRE IL GAME BOY

Autore: Mauro Corbetta @ Venerdì, 17 Maggio, 2013
Categorie: Amarcord Videoludico



Oggi il vostro Corby vi porta in un viaggio, fatto di ricordi patinati, nel piccolo mondo delle console portatili, di quelle che hanno sfidato il Nintendo Gameboy. Anche se nessuno ha mai scalzato il Re, quando guardo le scatole ammucchiate in un angolo dell'armadio, provo ammirazione in ognuno di loro, benché sia una storia di sconfitte, hanno tutti da raccontare una bella storia. Non è una guida, ne tanto meno una lista completa, ma sono solo quelle che mi sono legato di più, quelle che ogni tanto mi strappano ancora una partitella.

Atari Lynx (1989-1994)
L'Atari acquistò i diritti di questo piccolo gioiello dalla Epyx - pochi lo sanno, se svela in parte l'origine del suo nome - che ne aveva realizzato il progetto, ma non era mai riuscita a produrlo a causa della mancanza di fondi.
L'Atari Lynx è stata la prima console portatile dotata di uno schermo a colori, e tra quelle che vi presento, la più potente. Sfortunatamente la ridotta durata delle batterie - meno di 4 ore - e le dimensioni non proprio contenute non hanno permesso a questa console di affermarsi, nonostante il buon numero di titoli validi e ben realizzati.
Degna di nota l'incredibile retroilluminazione, che permetteva di giocare tranquillamente anche in totale assenza di fonti di luce.
 
 
Generazione: 16-bit
Processore: "Suzy" 16-bit custom CMOS chip a 16Mhz - "Micky" MOS 65C02 fino a 4Mhz - 4 canali sonori 8-bit DAC per ogni canale
RAM: 128k
Risoluzione: 160x128 palette di colori a 12-bit con 16 colori simultaneamente su schermo
Controlli: Digital Pad + 2 pulsanti (con la possibilità di ruotare i controlli per i mancini)
Supporto: Cartuccie
Data di lancio: Settembre 1989
Upgrades: ComLynx per collegare fra loro fino fino a quattro Lynx per partite multiplayer - Link Cable (prototipo) per il collegamento alla console Atari Jaguar.

SEGA GAMEGEAR (1991-1996)
Da sempre in competizione con Nintendo, il Gamegear è la risposta di Sega al Gameboy, rappresenta il tentativo di affrontare la sua storica rivale anche nel campo degli heandheald. Purtroppo il tutto si è risolto in un triste fallimento. Come era successo per il Megadrive, anche la piattaforma base il Gamegear era fondamentalmente un Master System potenziato, in questo caso con una palette di colori ampliata. Il Parco titoli era la sua forza principale, potendo contare sui classici coin-op Sega, come Outrun, Space Harrier e Shinobi - e ovviamente come il Megadrive, con un adattore posticcio era possibile usare le cartuccie del Master System -.
Tre le principali cause del fallimento troviamo, anche in questo caso, la scarsa durata delle batterie - meno di due ore -, per aumentare la sua versatilità e risollevare le sorti Sega commercializzò un interessante adattore che trasformava il piccola console in un televisore portatile, ma ormai il suo destino era segnato.

Generazione: 8-bit
Processore: Z80 a 3.58 Mhz - 4 canali sonori
Ram: 64k principale - 64k video
Risoluzione: 256x192 64 colori
Controlli: Digital pad + 2 pulsanti
Supporto: Cartucce
Data di lancio: 1991
Upgrades: TV Tuner - Master Gear


Gamate
Il Gamate è stato probabilmente lo sfidante meno agguerrito per il piccolo di casa Nintendo - tanto che pochi se lo ricordano -, la causa è da ricercare nel suo pessimo progetto, dalla realizzazione appena sufficiente alle scarse prestazioni tecniche, tutto era sbagliato.
Caratterizzato da uno schermo monocramatico di bassa qualità, realizzato con materiali scadenti e supportato da giochi assolutamente da dimenticare, questo prodotto non è mai stato un pericolo per il dominio del Game Boy.

Generazione: 8-bit
Risoluzione: 128x96 4 tonalità di grigi
Controlli: Pad direzionale 8-way + 2 pulsanti
Supporto: Cartuccie



GAME.COM (1997-1999)
Il Game.com sviluppato dalla Tiger era un ottimo prodotto affossato da un pessimo marketing, piuttosto che da difetti nel progetto. Disponibile fino a una decina di anni fa in America nella versione potenziata con schermo a colori, il Game.com non ha mai rappresentato un vero concorrente per il piccolo Game boy.
Quasi sconosciuto, questo versatile handheld era supportato da una funzionale monitor monocromatico con tecnologia touch screen. Tra le funzioni più interessanti del prodotto Tiger spiicca l'agenda elettronica, la connessione a internet, oltre ovviamente a poterci giocare.
Il parco titoli, tallone d'Achille, era ridotto all'osso, si trovano titoli di qualità e particolari versioni di giochi "recenti" come Duke Nukem, Resident Evil e Sonic Collection.

Generazione: 16-bit
Sonoro: 16-bit digitalizzato
Risoluzione: sconosciuta - 256 toni di grigio
Controlli: Digital pad + 4 pulsanti + touch screen
Supporto: Cartucce
Data di lancio: 1997
Upgrades: Modem esterno


Neo Geo Pocket (1999-2001)
Tra le tante mini-console caduti di fronte alla forza commerciale del Game Boy troviamo anche prodotti assolutamente validi, tristemente penalizzati dalla precaria situazione economica delle loro case produttrici. E' questo il caso del Neo Geo Pocket, piccoo gioiello tecnologico della SNK, fallito solo a causa della mancanza di risorse economiche della casa di Kink of Fighter.
Inizialmente disponibile unicamente con lo schermo monocromatico, venne in seguito affiancato da quello a colori, si presentava con un raffinato design compatto e una resa grafica davvero ottima. La presenza di un buon numero di titoli - realizzati principalmente dalla stessa SNK, la possibilità di collegarlo al Sega Dreamcast, e la presenza di un bios evoluto che includeva anche una funzionale agenda, questo piccolo portatile, insime al Wonderswan di Bandai, sono stati i concorrenti ideali per il Game Boy di Nintendo.

Generazione: 16-bit
Processore: Toshiba TLCS-900H
Sonoro: Z80 8-bit
Ram: 16kb
Risoluzione: 256x256 146 colori selezionabili tra 4096
Controlli: Pad direzionale microswitch 8 way + 2 pulsanti
Supporto: Cartucce
Data di lancio: 1998
Upgrades: Cavo link per la connessione Sega Dreamcast


WONDERSWAN (1999-2003)
Il piccolo capolovoro di Bandai non ha riscosso il successo meritato a causa degli enormi problemi di distribuzioneche ne hanno di fatto impedito un vero sbarco in Occidente, se non tramite gli scomodi canali paralleli. Come per il Neo Geo Poket, la mancanza di fondi e la scarsa fiducia degli sviluppatori - salvo rari casi come la Squaresoft - hanno ostacolato quello che da molti era condiserato il più temibile concorrente per il Game Boy Color.
Particolarmente interessante la possibilità, ripresa in parte dal Lynx, di giocare impugrando la console orizzontalmente o verticalmente, a seconda delle esigenze dei titoli provati. Disponibile anche inquesto caso, solo in bianco e nero, solo in seguito venne dotato di uno schermo a colori molto valido, e imprezziosito dalla possibilità di giocare in rete tramite il telefono cellulare.
Il Wonderswan rappresenta uno dei più eclatanti esempi di prodotti falliti per problemi di marketing. La presenza di un gra numero di titoli interessanti mostra chiaramente quanto questa console sia stata sottovalutata e qanto avrebbe meritato di approdare in Occidente.

Generazione: 8-bit
Processore: CPU a 3.072Mhz 4 canali di audio digitali
Ram: 512k VRAM/WRAM (condivisa)
Risoluzione: 224x144 241 colori selezionati tra 4096
Controlli: 2 digital pad + 2 pulsanti
Upgrades: Handy Sonar


TURBOEXPRESS - PC ENGITEN GT (1990-1995)
Era appena uscito in Giappone il Nes della Nintendo, quando la Nec lanciò a sua volta sul mercato la console di nuova generazione PC Engine. Nonostante la CPU non fosse molto più potente di quella della console Nintendo, il prodotto Nec era in grado di produrre grafica a 256 colori contemporamente su schermo, afforndo spettacoli visivi molto appaganti. La sua superiorità fu tale che presto venne dotato del primo lettore cd, acquisendo così la capità di riprodurre splendide colonne sonore e splendidi full motion video.
Il Turboexpress altro non è che una versione portatile di tale meraviglia, caratterizzato da un lcd a metrice attiva, con la stessa capacità grafica da capogiro, è stato per diversi anni il portatile più avanzato tecnologicamente.
Ovviamente un simile risultato era a scapito delle batterie, 3 pile alcalina duravano poco più di tre ore di gioco. Il parco titoli era enorme, assicurato anche con la retrocompatibiltà con la console casalinga, ma il solito problema energetico e il pessimo marketing della Nec - annichilita da Sega e Nintendo - hanno decretato la fine di questa splendida console portatile.

Generazione: 16-bit
Processore: HuC6280 a 7.2Mhz
Suono: Stereo 10-lyr audio system
Ram: 64kb
Risoluzione: 256x256 con 256 colori si schermo selezionabili da una palette di 512
Controlli: Digital Pad + 2 pulsanti
Supporto: HuCard - Turbo Chip

 

 


E siamo giunti alla fine di questo altro lungo post, come detto, non ne una lista esauriente ne una guida, solo quelle piccole meraviglie che sono scivolate nelle mie mani nel corso del tempo... magari se i click saranno buoni, potrebbe scapparci una seconda parte.
 
Mauro Corbetta

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